#vitadentro è la nuova rubrica del sito dedicata alla spiritualità attraverso la testimonianza di persone che nei semplici ma straordinari gesti del quotidiano, hanno saputo affidarsi a Qualcuno di più grande, a colui che è stato per loro Provvidenza e opportunità di crescita.
#vitadentro vuole essere uno spazio di raccolta e proposta di riflessioni e approfondimenti che vogliamo offrire per affrontare con coraggio e fiducia questo momento delicato e difficile.
L’obiettivo di #vitadentro è raccontare cosa succede DENTRO le nostre case ma in particolare DENTRO la nostra vita .
Essere custodi di se stessi significa prendersi cura di qualcosa che non è nostro ma ci viene affidato per poter essere restituito a colui che sa dare pienezza.
Questa rubrica ha il desiderio di alimentare il nostro sentirci custodi di noi stessi per divenire capaci di prenderci cura degli altri.
E proprio a partire da questo invito, vi proponiamo di lasciarvi coinvolgere sia nella lettura che nell’eventuale invio di una testimonianza…

LA SITUAZIONE CHE STIAMO VIVENDO OGGI A CAUSA DEL CORONAVIRUS CI RIPORTA INDIETRO NEL TEMPO

COME SE LE SUORE di EBOLA FOSSERO QUI…

La situazione che stiamo vivendo oggi a causa del coronavirus ci riporta indietro nel tempo.

Era il periodo trascorso tra il 25 aprile e il 28 maggio 1995, quando la congregazione delle Suore delle Poverelle ha dovuto fare i conti con il terribile contagio di un altro virus di nome Ebola. Nella lotta sostenuta al virus sono rimaste sul campo 6 suore: suor Floralba, suor Clarangela, suor Danielangela, suor Dinarosa, suor Annaelvira e suor Vitarosa.

Congo, kikwit
 12 aprile 1995

Suor Floralba, durante l’intervento a un uomo che perde molto sangue, è in sala operatoria come al solito. Pochi giorni dopo comincia ad avvertire un malessere generale. I medici pensano ad un attacco di malaria o di tifo o di febbre rossa, sintomi assai simili accusati da altri malati deceduti negli ultimi mesi. Nell’intento di curarla meglio, viene trasportata all’ospedale di Mosango ma nell’arco di pochi giorni, il virus ha la meglio, è il 25 aprile 1995. (La forza dell’amore Don Arturo Bellini).

Ha inizio così un mese drammatico in cui, insieme a suor Floralba e a molti congolesi hanno perso la vita altre 5 suore. Tutte accomunate dall’appartenenza all’Istituto Palazzolo e dalla scelta di rimanere tra la loro gente, tutte fedeli al loro carisma secondo l’indicazione data dal Fondatore “di adoperarsi in servizio degli ammalati anche in tempo di malattie contagiose e di peste”… tutte consapevoli del letale rischio che correvano….tutte decedute a causa del virus ebola.

Rileggendo questa storia, pensiamo ai medici, infermieri e ai tanti operatori esposti in prima linea accanto alle persone colpite da Covid-19.

Non sappiamo se amano essere chiamati eroi; di certo sono donne e uomini fedeli alla loro scelta, alla loro professione anche in momenti di grave rischio. Non sono fuggiti, sono rimasti “sul pezzo e sul campo”, alcuni hanno anche perso la vita, e a loro va il nostro grazie per la testimonianza di responsabilità e coerenza.

Se sei interessato a conoscere, in modo più approfondito, la vicenda delle suore delle Poverelle morte a causa di ebola; puoi rivolgerti al Centro Studi dell’Istituto Palazzolo. Scrivi una mail a centrostudi@istitutopalazzolo.it

Qui sotto trovi una loro intervista “virtuale”; le loro parole (tratte dai testi che raccontano la loro vicenda) possono essere spunti di riflessione sul nostro oggi.

Suor Floralba   

Come si è realizzato il tuo sogno di diventare missionaria?

Suor Clarangela

È vero che percorrevi la strada per andare dai tuoi malati in sella a una motocicletta?

Suor Danielangela

Come riuscivi a sostenere il faticoso ritmo di lavoro e la tua donazione continua ai poveri?

Suor Dinarosa

Che cosa ti spingeva ad essere serena e contenta anche nei momenti più difficili del tuo servizio?

Suor Annelvira

Che cosa ha significato per te, Superiora provinciale, vedere morire le tue suore e non poter far nulla per impedirlo?

Suor Vitarosa

Che cosa ti ha spinto a partire da un posto sicuro per raggiungere il focolaio del contagio?

DALLE NOSTRE COMUNITA’

DALLA CASA DI SEREN DEL GRAPPA

PROVVIDENZA AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

La comunità delle Suore a Seren del Grappa in questo tempo di pandemia è ridotta a due: Suor Annacecilia, non più giovane, e Suor Lucia sotto chemioterapia, mentre Suor Patrizia è rimasta a casa con la mamma che ha bisogno di assistenza.

Perché scriviamo?

Per dire a tutti che la gente dei nostri paesi, in questo periodo, è diventata  una “Signora Provvidenza”. Primi tra tutti i nostri parroci che accompagnano suor Lucia in ospedale per le cure e, se c’è bisogno, provvedono alla nostra spesa in modo gratuito. La gente del paese ci fa dono di diversi alimenti e cibi già pronti: minestrone, lasagne, polenta, carne, dolci, uova, formaggio…; ci raggiungono non solo con ogni ben di Dio, ma anche con telefonate e messaggi: “Suore se avete bisogno, io ci sono”.

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DALLA COMUNITA’ DI UNIAO DA VITORIA-BRASILE

“…l’unico riguardo sarà di preferire quelle che sono più povere..anche in tempo di malattie contagiose…” (B.L.P)

La pandemia non ha fermato il servizio di carità delle suore delle Poverelle in Brasile: raggiungere le famiglie povere, offrire loro alimenti, prodotti per l’igiene personale, mascherine ma soprattutto garantire vicinanza e offrire un sorriso…

DALLA COMUNITA’ DI PARANAGUA IN BRASILE

CONOSCERE-AMARE-SERVIRE

Neanche il coronavirus può bloccare il Vangelo della Carità: ecco la testimonianza delle suore delle Poverelle di Paranagua.

 

DALLA COMUNITA’ DI SENIGALLIA

Vita quotidiana: Preghiera e condivisione

Carissimi,

l’ambito del nostro impegno quotidiano si svolge in gesti semplici: vi sono incontri, collaborazione, gesti, decisioni. Da tutto questo è formato il tessuto concreto delle nostre giornate, in questo tempo del Covid 19, in cui non si può uscire di casa.

La preghiera è presente in tutte le cose, in tutti i gesti, e “ci dà testimonianza che è possibile aprire all’amore di Dio ciò che stiamo facendo”.  (M. Teresa di Calcutta).

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DALLA COMUNITA’ DI MILANO

Una Mamma del cielo, attenta a ciò che succede sulla terra…

Per noi credenti, la Madonna è una mamma speciale, che sa vedere le cose da lontano e sa intervenire nei modi più appropriati. Così, la piccola comunità delle Poverelle che abitano nella grande casa di Milano Palazzolo, presa coscienza della gravità dell’epidemia di coronavirus, ha pensato di portare nella cappella della comunità una statua particolare della Madonna, una statua che ha offerto protezione in un momento tragico della storia.

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