Famiglia solidale

Accogliere: una scelta, un viaggio

Pensare la propria vita come un viaggio è un’ottica assai stimolante. Il pio ebreo, il salmista  pregava,              e pure noi oggi preghiamo nel salmo 83: “Beato chi decide nel suo cuore il santo viaggio”.

Un viaggio verso l’alterità, verso realtà e situazioni prima sconosciute ma che, in fondo, ci appartengono da sempre.

Accogliere la vita, accogliere un pensiero e una scelta di Dio sulla propria esistenza, fare propria questa scelta di Dio e orientare questa vita tutta a Dio, insieme a compagni di viaggio che scopri man mano che cammini è davvero un viaggio che presenta paesaggi inediti, che riserva sorprese ad ogni curva!

Accogliere è insieme una scelta cercata, voluta con decisione e perseveranza, preparata in tutti i particolari ed insieme aperta all’imprevisto, al  non programmato, al non scelto.

Il Vangelo ci narra tanti viaggi capaci di illustrare in modo concreto le caratteristica di una vita, una persona, una famiglia, una comunità accogliente.

Per Gesù, Betania è stata una casa accogliente, come prima era stato accogliente il cuore di Maria sua Madre e le mani piene di rughe per il lavoro di Giuseppe, suo padre.

Per ogni persona, in particolare per coloro che sono provati dalla vita e che imparano ben presto cosa significa solitudine ed abbandono è importante incrociare nel cammino dell’esistenza persone e luoghi che profumano accoglienza, non giudizio, amore.

“Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono lasciandolo mezzo morto. Un Samaritano che era in viaggio…”

Tutta la vita del Palazzolo e di Madre Teresa Gabrieli, nel loro dire e ne loro agire e raccontano di  questo viaggio “Io cerco e raccolgo il rifiuto di tutti gli altri, perché dove altri provvede, lo fa assai meglio di quello che io potrei fare, ma dove altri non giunge, cerco di fare qualcosa io, così come posso”.

Andare, cercare, preferire, raccogliere con delicatezza e con amore, con umiltà e naturalezza.

E pian piano ti accorgi che l’altro che accogli svela te a te stesso. Anzi, i poveri non solo mi rivelano – a volta mi buttano in faccia – il mio essere creatura, fragile e povera, ma mi mettono in contatto con il cuore stesso di Dio: se io tanto piccola ed incostante so volere tanto bene alle creature così povere ed indifese, chissà come le ama Dio.  Non solo; se la loro povertà attira gli altri e fa sprigionare energie di vita, anche Dio non respinge me nella mia povertà; la mia povertà è visitata dalla tenerezza e dalla compassione di Dio.

La forza evangelica del Carisma del Palazzolo suscita e sostiene nel tempo il desiderio di quelle coppie di aprire le loro famiglie a persone, soprattutto minori, che hanno bisogno di aiuto e/o di accoglienza.

Così queste disponibilità incrociano i bisogni concreti delle comunità per minori gestite dalle Poverelle e sorgono via via Associazioni, iniziative, progetto che mettono al centro la persona nel bigono.

Associazione Famigliaperta

Progetto “Prendimi in affetto”

Casa Famiglia Pane e sale