Veneto – ROSÀ Residenza Sanitaria Disabili (R.S.D.) (VI)
A state permitting clear perception and understanding; the area that may be seen distinctly or resolved into a clear image.

Rosà è una cittadina che dista 26 Km da Vicenza e 30 da Treviso. La gente è industriosa  e sa trarre profitto dalle risorse di lavoro e di agricoltura che il territorio offre. Il settore agricolo e quello industriale infatti sono molto sviluppati tanto che Rosà è denominata la “Città dell’asparago”; numerosi e ben forniti sono i centri commerciali in essa operanti.

La parrocchia conta 6500 abitanti; considerando Sant’Anna, Travettore e Cusinati arriva a 10.000.

Le Suore delle Poverelle sono presenti a Rosà dal 1922, chiamate dal parroco Don Luigi Filippi, per  occuparsi dei bambini della Scuola Materna e delle “giovinette” nella scuola di lavoro, come si legge nella cronaca della casa. Da questo momento in poi, ci fu un susseguirsi di opere parrocchiali che costituirono gli “Istituti Pii”: 1924: l’orfanotrofio chiuso nel 1971; 1927: la Casa di Riposo “Dolfin Boldù” inizialmente per genitori dei caduti in guerra e poi come Casa “Maria Ausiliatrice” per  anziani e anziane “inabili del Comune di Rosà e Provincia”; 1935: il Piccolo Cottolengo per ragazze oligofreniche e senza famiglia; 1941:la Casa del Clero per sacerdoti anziani e/o malati.

Nel 1945, dopo la morte di Mons. Filippi, la Curia Diocesana, costatando l’impossibilità da parte della parrocchia di gestire l’intero complesso di opere, passa  alla Congregazione i servizi della Casa di Riposo e delle disabili, lasciando alla parrocchia la Scuola Materna e alla Curia stessa la Casa del Clero che cessa la sua attività nel 2007.

In tutti questi anni il servizio agli anziani e alle disabili ha avuto diverse trasformazioni, sia strutturali che nell’organizzazione del servizio; è aumentato in modo incisivo il personale laico e si è affermata una più sistematica apertura al territorio. Nel 1989 è stata aperta una comunità a servizio delle suore a riposo e/o malate, riconfigurando così la comunità di servizio alla RSD.

Prioritariamente il servizio della casa è rivolto alle persone disabili; le suore della comunità sono presenti anche nella pastorale sia delle famiglie che degli adolescenti e giovani. Una suora in particolare, pur se a tempo parziale, collabora nei diversi settori pastorali ed offre il suo contributo in iniziative formative; altre si offrono per la catechesi e per l’animazione liturgica in parrocchia.

La comunità offre accoglienza a gruppi parrocchiali o di volontariato che vogliono vivere un’esperienza di servizio accanto alle donne disabili o anziane, accompagnando questa con momenti di preghiera e di riflessione.

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