Proposte Formative

Fin dagli inizi della nostra Famiglia religiosa il Palazzolo collaborò con i laici “per fare il maggior bene ai poveri”, diceva don Luigi.

E Madre Teresa aggiungeva una nota particolare:  “Consoliamoci che facciano del bene anche gli altri… si ha sempre da desiderare che del bene se ne faccia”.

Oggi tale collaborazione  è un cammino nella complementarietà delle vocazioni e delle responsabilità.

La vocazione dei LAICI CRISTIANI si realizza nella immersione nella storia, nella vocazione/impegno ad essere lievito dentro la visibilità del reale, operando perché i frutti del Regno – pace, giustizia, dignità per ogni uomo e donna, fraternità fra i popoli, condivisione delle ricchezze del creato, – diventino già “qui” e “ora” patrimonio di tutti i figli di Dio.

La vocazione dei RELIGIOSI si realizza in alcune scelte di vita che dicono in modo più immediato e visibile “l’assoluto di Dio” e richiamano i “beni futuri”, il fine ultimo dell’uomo. Povertà, castità, obbedienza, vita fraterna in comunità, sono segni che ricordano a tutta la Chiesa che il vero tesoro è Uno solo, che il progetto di Dio sul mondo è progetto di salvezza, che la fraternità universale inaugurata da Gesù è possibile ed è quella che nasce ed è alimentata dallo Spirito Santo.

I LAICI E I RELIGIOSI, ciascuno nella propria vocazione, possono operare con grande spirito evangelico, generosità, qualità professionale. Le diverse esperienze di vita e di vocazione nella Chiesa, possono completarsi a vicenda e diventare, prima arricchimento reciproco,  e poi nuova ricchezza di amore, di orizzonti e di risorse nell’accoglienza/servizio ai fratelli in situazione di bisogno.

Anche chi, pur non condividendo le ragioni di fede, è sensibile ai valori della giustizia, della condivisione, dell’aiuto concreto, dell’accoglienza, della promozione umana, può trovare nel cammino proposto dal beato Palazzolo uno spazio di impegno particolarmente ricco e coinvolgente.