Lombardia – MILANO PALAZZOLO (MI)

L’avventura della grande Casa di Milano-Palazzolo, ebbe inizio nell’agosto 1938. Questo enorme progetto assistenziale, che il cardinal Martini ha chiamato “Casa del dolore e quindi Casa dell’Amore e della Consolazione”, fu sollecitato dall’allora Arcivescovo di Milano Ildefonso Schuster e dal Comune di Milano e prevedeva spazi per “duemila posti letto in favore degli anziani ammalati cronici della città”.

Madre Generosa Bruttomesso, Madre generale in quel tempo e alla quale si riconosce un’illimitata fiducia nella Provvidenza e nell’aiuto del Fondatore, assunse e avviò questo servizio, con la collaborazione generosa e saggia delle sue suore che, a centinaia dopo di lei, offrirono la loro opera e la loro competenza a vantaggio delle migliaia e migliaia di poveri che si sono succeduti.

Difficile, se non impossibile segnalare tutti i passaggi che un’opera come questa ha visto nell’arco di oltre 70 anni di vita.  Questa “casa della carità” nel corso degli anni ha accolto e servito numerosi anziani ma, fin dal suo inizio, ha saputo mantenere aperta l’attenzione alle povertà e urgenze che mano mano andavano emergendo. A mò di esempio, alcune  tra le molte realtà di bisogno incontrate e che qui hanno trovato “aiuti concreti e conforti opportuni”: durante la seconda guerra mondiale, l’accoglienza a partigiani e rifugiati politici; l’accoglienza degli alluvionati del Polesine e di gruppi di Vietnamiti in cerca di libertà.

Le numerose e radicali trasformazioni edilizie che dal 1965 in poi la struttura ha visto al suo interno sono indice chiaro della volontà di offrire all’ospite un ambiente che lo facesse sentire “di casa” e  un servizio che fosse il più possibile rispondente alle sue esigenze. Citiamo le trasformazioni più significative:

1967: apertura della Casa di Cura “B. L. Palazzolo” e della scuola per Infermieri Professionali;

1970: apertura della nuova sede della scuola per infermieri e del convitto;

1972: inizio della scuola per caposala

1973: avvio della scuola di specializzazione per infermieri geriatrici

Verso la fine degli anni ’70 nasce e si organizza l’equipe del servizio sociale e degli animatori.

Nel 1979 ci si apre all’emergenza dei Vietnamiti e contemporaneamente si da spazio ad un centro di accoglienza per senza tetto, gestito da una parrocchia.

Nel 1980, alcuni locali di un reparto vengono riservati al Centro “T. Gabrieli”, per l’accoglienza di mamme con bambini e nel 1998 questo centro viene dato in comodato alla Caritas ambrosiana e, dopo debita ristrutturazione, diviene casa di accoglienza per malati di AIDS.

In questa evoluzione anche le comunità religiose sono andate aumentando fino a diventare cinque: Comunità del Centro, Comunità Maria, Comunità Generosa, Comunità Montini e Comunità Papa Giovanni e  le suore, in alcuni momenti, sono arrivate al significativo numero di 150!

Quando la Congregazione si è trovata nell’impossibilità  di dare futuro a quest’opera, insieme con la Chiesa di Milano,  si sono cercate alcune possibili soluzioni che permettessero la continuità del servizio ai poveri anche con forme diverse di organizzazione e di gestione. Da qui la decisione, nell’ottobre del 1998, del passaggio dell’opera alla Fondazione D. C. Gnocchi.

Le poche Poverelle ancora presenti nell’opera operano nel desiderio di salvaguardare la qualità della vita dell’ospite anziano e ammalato e lo fanno soprattutto con una vicinanza cordiale e sollecita,  “da povere con i poveri”.

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