Campania – NAPOLI SCAMPIA (NA)

Scampia è un vasto e famoso quartiere che fa parte della zona 167 di Napoli, periferia dove sorgono enormi complessi di case popolari, tra cui le “Vele” e le “Torri”; fa parte di questo territorio il carcere di Secondigliano che attualmente ospita circa 1.500 su una capienza di 1.000.

La vita della gente del quartiere è particolarmente segnata da varie problematiche, tra le quali la disoccupazione, che induce a vivere di espedienti e a diventare facile preda della criminalità organizzata che trova facilmente qui la sua “manovalanza” per lo spaccio della droga o per altre attività illegali. Molte famiglie vivono il dramma di un qualche loro membro in carcere. Tanti sono i bambini che crescono per strada e che conoscono molto presto la dura realtà della miseria, della corruzione e dello sfruttamento. Anche gli anziani vivono spesso l’abbandono e la solitudine.

La presenza delle suore a Scampia, nel rione Don Guanella, S. Gaetano e 167 (vele), ha inizio il 15 ottobre 1992, come risposta ad un appello del Cardinale di Napoli, mons. Michele Giordano. Si stabiliscono in una piccola costruzione di proprietà della Curia vescovile di Napoli, che fa parte dell’Isolato 21, denominata “Centro Apostolico Giovanni Paolo II”. Esso comprende il piccolo reparto dove abita la comunità, un sala per attività pastorali, la chiesa e, nel cortile, un container come deposito per la biancheria per i poveri. La parrocchia di riferimento è quella affidata ai Padri di Don Guanella, parrocchia S. Maria della Provvidenza, ma le suore offrono la loro collaborazione anche a quella di S. Maria Buon Rimedio.

In collaborazione con la Chiesa locale e, in particolare con la Caritas, le suore si inseriscono da subito nel quartiere venendo così a conoscenza dei bisogni reali del territorio, anche ponendosi in ascolto di altre realtà e organismi già operanti. Si dedicano in particolare alla visita e al sostegno di quelle famiglie che vivono situazioni difficili, come la devianza minorile, l’incarcerazione di un membro della famiglia, la malattia e l’anzianità e altre povertà. Cercano di sostenere la crescita umana e cristiana delle persone che avvicinano, anche promuovendo iniziative adatte allo sviluppo della carità nell’ambito della pastorale locale.

Nel corso degli anni la risposta della comunità delle suore si è ampliata con una attenzione alla realtà del campo nomadi presente in zona. Dal 1992 una suora si reca in qualità di volontaria al carcere di Secondigliano e alla Casa di Accoglienza per donne in difficoltà a Giugliano.

Attualmente l’attività delle suore continua ad essere rivolta alle famiglie in difficoltà, all’assistenza nelle zone popolari delle “Vele” e delle “Torri”, alle diverse espressioni della pastorale, specie la catechesi, la collaborazione con la Caritas parrocchiale.

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