Calabria – S. MARIA DI CATANZARO (CZ)

La zona di S. Maria fa da collegamento tra la città di Catanzaro e il bel mare di Catanzaro Lido.

La sua espansione urbanistica ha visto in questi ultimi decenni il sorgere di popolosi e nuovi quartieri; in alcuni di questi sono “stanziati” gruppi di Rom e di Sinti, in una non sempre facile convivenza di modi di vivere e di culture.

La scolarità è in genere alta a causa delle scarse possibilità di impiego, ma il livello culturale di base che si riscontra è basso. Coloro che accedono all’Università possono inserirsi nelle sedi di Catanzaro, Cosenza, Reggio Calabria e Messina. Molti si spostano anche in altre sedi, a Roma o al nord, con dei costi rilevanti e grossi sacrifici da parte della famiglia. La disoccupazione è la povertà rilevante. Nel quartiere è forte il problema della droga. Il servizio sanitario possiede in loco buone competenze e professionalità, ma permangono carenze a livello strutturale ed organizzativo.

A livello ecclesiale sono presenti numerosi movimenti, in particolare i Neocatecumenali e il Movimento Apostolico.

Le Poverelle iniziano la loro presenza nel quartiere di S. Maria nell’ottobre 1942, abitando per un po’ di anni in un ambiente preso in affitto, vicino alla chiesa parrocchiale. Costruita dalla Congregazione la nuova grande casa, dal 1956 in poi il servizio delle suore prende più una connotazione socio-assitenziale: accoglienza delle orfane, la scuola, il servizio ambulatoriale e a domicilio,  la vicinanza alle famiglie in difficoltà e, più avanti, un’attenzione particolare agli zingari.

Nella struttura campeggia una grande chiesa, più volte utilizzata come succursale delle parrocchie vicine per prime comunioni, cresime, matrimoni; il teatro, oltre che per attività ricreative serve per giornate di ritiro per adulti delle parrocchie di città e dintorni e per corsi di formazione della FISM e di altri enti. Negli anni ’90 si realizza la trasformazione dell’orfanatrofio in due Case Famiglia, una per minori e una per donne in difficoltà, per meglio rispondere alle mutate esigenze. Trova anche spazio il doposcuola, con un’attenzione privilegiata agli zingari; una suora è anche inserita nel carcere di Siano, per incontri con i detenuti e il coordinamento dei volontari.

La casa è una grande struttura a due ali, disposta su tre piani, dove trovano posto i vari servizi educativi, la comunità delle suore e una grande chiesa. L’edificio è circondato da un ampio cortile, con uno spazio adibito ai giochi e un grande agrumeto dove trova posto anche un campetto di calcio.

La comunità delle Poverelle esprime oggi la misericordia di Dio attraverso molteplici servizi che svolge sia dentro la struttura che sul territorio. All’interno, i servizi verso i minori della Casa Famiglia, del Centro semiresidenziale, della Scuola Materna e della Casa di Accoglienza per donne in difficoltà. La casa, inoltre, è un punto di riferimento importante per la realtà parrocchiale di Santa Maria: in alcuni spazi della casa si svolgono incontri di catechesi, incontri della comunità neocatecumenale e di altri gruppi provenienti da altre parrocchie.

La presenza nei contesti parrocchiali, per la catechesi o l’assistenza religiosa domiciliare vede impegnate alcune sorelle della comunità. Quasi un centinaio di anziani viene seguito da due suore della comunità presso le loro abitazioni, sia per un servizio di evangelizzazione, sia per prestazione infermieristiche. Infine, molte sono le persone che bussano alla porta per assistenza infermieristica o per necessità alimentari.

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