1971–83 Il mandato di Madre Pieraldina Cusini

Madre Pieraldina Cusini (27.6.1924 – 23.10.1999) guida la Congregazione in un momento in cui si avvia una vera e propria “operazione discernimento delle opere” che tocca sia la fedeltà al Carisma come spiritualità, che le concrete scelte apostoliche.
Attraverso il coinvolgimento delle comunità e delle singole suore, si fa un attento esame delle opere in atto nell’Istituto per vedere se sono veramente a servizio dei più poveri e si perviene ad una espressione-sintesi che, riflettendo sul come essere povere,“CON” e “PER” i poveri, giunge a formulare una affermazione espressiva della forza e dell’attualità del Carisma: COME LUI, il Signore Crocifisso, Ignudo sulla croce,
CON LORO e PER LORO, i poveri di tutti i tempi e di tutti i luoghi, in semplicità e sereno abbandono alla Volontà buona del padre Amabile Infinito.
L’impegno delle suore e delle comunità è forte; mentre ci si ritira da servizi riconosciuti non tipicamente carismatici, si attende a servire meglio i poveri che già abitano le nostre case: si suddividono in gruppi più piccoli, si creano ambienti più familiari, si cercano agganci più significativi con il territorio.
Con l’apertura missionaria in una nuova nazione, la Costa d’Avorio, si consolida una sensibilità ecclesiale maggiormente connotata dall’attenzione all’evangelizzazione; in Italia si avviano le prime comunità di pastorale a tempo pieno, in particolare nelle zone mancanti di sacerdoti e si cura di più l’inserimento delle nostre opere nella pastorale d’insieme, sia con la partecipazione degli ospiti a iniziative della Chiesa locale, sia offrendo alle parrocchie e alle diocesi l’utilizzo di nostre strutture e di spazi rimasti liberi; significativo in questo periodo l’avviarsi di una cordiale e fattiva collaborazione con le Caritas, nazionali e diocesane, collaborazione che connoterà non poche scelte di servizio, negli ultimi anni del XX secolo, ed anche oltre.

Eventi particolari

  • 1974 – prima comunità in Costa d’Avorio – Aboisso
  • 1977 – inizia l’esperienza della Fraternità Don Luigi Palazzolo