TUMIKIA – Congo

La missione di Tumikia, aperta il 20 dicembre 1958, è situata in piena steppa. La pista sabbiosa che la collega alla strada principale sembra non finire mai e alla fine Tumikia, immersa nel verde e nelle palme, appare come un’oasi nel deserto. Il complesso della missione si erge su un altopiano imponente che domina alcune strette gole dai ripidi pendii da cui scaturisce la sorgente della Mikia che dà il nome al pianoro: Tumikia.

Le prime Poverelle furono: sr Rosapia Vezzoli, sr Severa Invernici e sr Gesuelda Paltenghi. Esse arrivarono a Tumikia il 20 dicembre 1958, dopo aver passato alcuni mesi chi a Kikwit e chi a Mosango. La povertà dell’abitazione, delle scuole, delle attrezzature scolastiche, della chiesa-capanna era veramente tanta, ma nel suore delle missionarie c’era la gioia, l’entusiasmo, lo slancio apostolico per il Regno di Dio.

In una lettera scritta dalla superiora a Madre Generale si legge : “Qui la povertà è vera. Grande povertà spira la casa. Niente di superfluo, ma sia benedetta questa povertà che ci dona in cambio tanta pace e serenità. Mai abbiamo sentito dentro di noi tanta intima letizia come in quest’angolo d’Africa, lontane da ogni esteriorità. Difficoltà ? disagi ? certo non ne mancano, ma in compenso abbiamo pace e gioia che ci portano a rivivere i tempi di Gesù e del Fondatore, il quale scriveva : ‘se ci accontenteremo del poco e se saremo fedeli al programma della nostra Istituzione Dio ci benedirà’ ”.

La missione di Tumikia con l’arrivo di altre sorelle si è arricchita di servizi che spaziano su molteplici bisogni: visite ai villaggi, catecumenato, formazione catechisti, pastorale giovanile, scuole, dispensario-maternità, centro per denutriti, casa per anziani, educazione igienico-sanitaria, accoglienza di bambini orfani o comunque bisognosi, sostegno alle famiglie bisognose e ai tanti poveri che bussano alla porta di casa.

Significativo il percorso di questa casa nella risposta al bisogno di promozione della donna:

– Nel 1960 si cominciò ad occuparsi di una trentina di ragazze analfabete per far loro apprendere l’arte del cucito e del lavoro a maglia.

– Nel 1963 le ragazze frequentanti furono 80 e chiedevano di più. Si inizia una scuola dove con il cucito si offrono nozioni di igiene e puericultura e alfabetizzazione.

– Nel 1965 le ragazze erano più di 100 e per loro si organizza un Foyer Social con un preciso programma da svolgere in tre anni e in tre classi distinte.

– Nel 1970 il Foyer Social diventa “Ecole des Métiers Féminins” con un programma ben definito che comporta tre anni di studio dopo le elementari, alla fine dei quali alle ragazze promosse si rilascia un certificato riconosciuto dallo Stato. A questo punto la Congregazione ha costruito un complesso scolastico con aule per le lezioni teoriche, aule per la pratica professionale, dormitori, cucina, refettorio e un grande salone polivalente.

– Nel 1980 si aggiunge un quarto anno e si ha così il ciclo completo per una Scuola Professionale di taglio e cucito, approvata dal Ministero dell’Educazione Nazionale e alle allieve che superano gli esami da parte di una commissione esterna, viene rilasciato un brevetto di Stato.

– Nel 1992 il Ministero riconosce l’ottimo livello della scuola e accorda un ciclo di sei anni (ciclo lungo) con l’aumento delle classi in progressione e regolari esami di Stato, superati i quali le allieve ricevono il diploma di Stato. Ogni anno più di 300 alunne frequentano regolarmente i corsi, diventando così utili alla società e alla famiglia in qualità di sarte specializzate.

Questa scuola è diventata anche una fucina di vocazioni alla vita religiosa palazzoliana; di fatto parecchie allieve sono ormai suore delle Poverelle.

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