MOSANGO (Congo)

E’ questa la seconda fondazione che ha visto la presenza e il servizio delle Poverelle, giunte in Congo via mare, come le prime sorelle di Kikwit, e arrivate a Mosango il 30 dicembre 1954.

Il complesso medico di Mosango, definito “la città del dolore e della speranza”, situato a 120 Km da Kikwit, posto su un dolce pendio a 800 m di altitudine, con aria salubre e fresca, era costituito all’inizio dal lebbrosario e dal sanatorio.

Le prime suore chiamate per questo apostolato furono : sr Silvestra Picenni, superiora, sr Alcide Viscardi e sr Vincenzia Gallerini. Nel 1955 arrivarono a Mosango altre due sorelle : sr Costanzina Franceschina e sr Andreita Cerisara. Queste erano accompagnate dalla Madre Generale, suor Angela Francoli, che per la prima volta visitava le sorelle delle sue comunità missionarie.

La struttura del lebbrosario non era ancora terminata, ma già arrivavano i primi lebbrosi e le suore ebbero come prima abitazione una casetta nel villaggio dei lebbrosi. Il lebbrosario era formato da un centinaio di casette che ospitavano i lebbrosi e le loro famiglie e di un centro ospedaliero con sale di degenza per i più gravi, sale di medicazione e di cure, farmacia, studi medici. Inoltre facevano parte del centro: magazzini per viveri, sale per sartoria, calzoleria e falegnameria per il lavoro dei lebbrosi più giovani e meno piagati. In uno spiano tra il lebbrosario e il sanatorio sorge la chiesetta, oasi di preghiera, di pace e di conforto per gli ammalati. Ad affidare alle “Poverelle” il “Centro d’isolamento organizzato” (come era stato chiamato all’inizio il complesso di Mosango), d’accordo con l’autorità coloniale, fu il Vescovo di Kikwit che le aveva conosciute tramite Padre Greggio e le consorelle che da più di due anni lavoravano all’ospedale di Kikwit.

Nel 1956 i medici del FOREAMI (Fondazione Regina Elisabetta – Assistenza Medica Indigeni), constatato il diffondersi della tubercolosi, iniziarono a costruire a qualche centinaia di metri dal lebbrosario, un sanatorio, opera parastatale, per debellare la TBC. Da principio furono capannoni in terra rossa e tetto di paglia e poi ampi padiglioni in muratura, laboratori, farmacia, sala di radiografia e operatoria, molto ben attrezzati. Nel 1958 i tubercolosi raggiunsero il numero di 800 !

I progetti per questo complesso sanatoriale erano ancora più grandiosi, ma i disordini che precedettero e seguirono l’indipendenza del Congo, ne impedirono l’attuazione.

Nel giugno del 1960 fu proclamata l’indipendenza, i Belgi partirono e Mosango come centro d’isolamento organizzato cessò di esistere. Fu in questo preciso momento che alcuni degli ambienti riservati fino allora ai soli lebbrosi e tubercolosi, furono trasformati in sale di cura e di degenza per gli ammalati delle famiglie del personale operante a Mosango e, in seguito, per gli ammalati dei villaggi vicini.

Nel 1974 un gruppo di universitari sardi, guidati da Padre Puggioni, gesuita, costruirono un padiglione per la pediatria, finanziato da loro stessi, che funziona tuttora ed è una vera Provvidenza per i numerosi bambini della zona. Più tardi il sanatorio cedette uno dei suoi padiglioni per la chirurgia e un altro ancora per la medicina maschile, mentre al lebbrosario alcuni ambienti lasciati liberi furono trasformati in sale per medicina donne, accoglienza denutriti, laboratorio analisi e uffici vari. Per i figli dei lebbrosi e per quelli del personale le suore avevano aperto una scuola materna e un foyer per le donne.

Oggi a Mosango le suore prestano la loro opera nel centro denutriti, nel servizio ospedaliero, nella collaborazione pastorale, nel lebbrosario e tubercolosario. Nel maggio del 1995, anche a Mosango si sono avuti casi di Ebola. E proprio nella casa delle suore di Mosango è deceduta la prima suora colpita dalla febbre emorragica, sr Floralba Rondi.

Visita “virtuale” delle nostre comunità

Seleziona dal menù sottostante la comunità che vuoi visitare e clicca su VAI per visualizzare la pagina collegata!