Bergamo – Casa Samaria

Casa Samaria si trova in Bergamo, via Palazzolo 80, a fianco della Casa Madre delle Suore delle Poverelle. È facilmente raggiungibile perché pur essendo in città è poco distante dall’autostrada e dalla stazione F.S.

La comunità ha visto in questi anni molte trasformazioni dovute sia a modalità e a tipologie diverse di servizio sia al personale (suore, laici,volontari) che si è alternato.
Attualmente si è andata configurando come accoglienza di detenute in permesso premio e nelle altre forme previste in alternativa al carcere; presenza accanto alle detenute dentro e fuori la struttura carceraria; supporto al servizio del “dormitorietto”, accoglienza notturna per donne senza fissa dimora.

Le suore che risiedono in questa casa si occupano delle detenute e delle persone che vengo-no dalla grave emarginazione, all’interno di un progetto Caritas denominato Spazio Donna. Le ospiti durante il giorno sono occupate in un laboratorio e si alternano nella gestione della casa oppure escono per impegni lavorativi ottenuti con borsa lavoro. Condividono i pasti e gli spazi della casa con le suore. Il Dormitorietto Palazzolo fa parte del Progetto Spazio Donna ed è un dormitorio pubblico femminile. Si può dare risposta abitualmente a sette persone, con possibilità di due posti per emergenze. Per questo servizio vi è l’alternarsi di volontarie, suore e laiche, che prestano assistenza alle donne che qui cercano rifugio tempo-raneo. Ci sono poi due appartamenti che servono per accogliere situazioni di passaggio nel corso di progetti gestiti dalla Caritas Diocesana.

La comunità sostiene anche la presenza stabile nel carcere femminile di Bergamo, presenza unica in Italia in questa modalità. La presenza delle Poverelle nelle carceri ha una storia lunga e significativa; iniziano tale servizio nel 1926; dapprima nella vecchia sede del Carcere S. Agata in Città Alta e dal 1977, nella nuova sede di Via Gleno, in città bassa, zona Celadina. Vivono in un alloggio all’interno del Carcere, nella sezione femminile, carcerate esse stesse con le carcerate. Le suore si accompagnano alle detenute nelle attività lavorative, formative e ricreative. Chi prepara i pasti, chi aiuta in lavanderia, chi fa pulizie nei luoghi in comune nella sezione femminile. All’interno della sezione femminile funziona anche un corso di ceramica, con una insegnante esterna. Le suore hanno piena responsabilità in sezione, con funzioni di “Vigilatrici Capo”. La riforma carceraria del 1993 prevede all’interno del carcere la figura dell’agente penitenziario e non più del “sorvegliante”, per questo le suore, pur rimanendo ancora all’interno della struttura, assumono un ruolo diverso. Privilegiano il rapporto umano-educativo con la detenuta, la promozione del suo essere persona, attraverso il sostegno, la vicinanza, momenti di catechesi, assistenza infermieristica, collaborazione col personale, volontari, sacerdoti.

Le suore condividendo giorno e notte i luoghi della detenzione, hanno l’opportunità di co-noscere le donne, lavorare con loro, essere una presenza discreta e serena che ascolta, con-forta, incoraggia, si fa accogliere con semplicità. Ogni sera nella cappella della sezione le suore pregano e le detenute che lo desiderano possono unirsi a loro e prima di dormire, le suore passano ad augurare la buona notte ad ogni detenuta: è questo un momento di partico-lare intensità che rende insostituibile la loro presenza. Per il servizio religioso i cappellani del carcere e un diacono permanente assicurano la S. Messa settimanale e la catechesi. Le suore collaborano inoltre con le figure professionali della Direzione per preparare il post carcere per quelle detenute che offrono quelle garanzie minime sulle quali costruire un progetto di reinserimento

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