Carisma
Don Luigi e Madre Teresa con la loro vita e le loro opere sono stati una convincente icona del buon Samaritano

Don Luigi e Madre Teresa con la loro vita e le loro opere sono stati una convincente icona del buon Samaritano, tradotta nei mille gesti quotidiani di prossimità verso fratelli e sorelle feriti e abbandonati ai margini della storia.
Il loro Carisma, dono di Dio nella Chiesa e per la Chiesa, non solo ha arricchito la loro personalità ma li ha resi segno della misericordia dell’Amabile Infinito per ogni uomo, in particolare per i più poveri tra i poveri.
La loro testimonianza può essere raccontata con l’immagine suggestiva dell’inno alla carità, un inno composto da note forti e dolci ad un tempo, profonde ed espansive, armoniosamente unite da una base musicale inconfondibile: quella del Vangelo.

Come Gesù Crocifisso…

“Guarda questo libro e imparerai più che su ogni altro libro”.
“Ho sentito desiderio di non allontanarmi più all’amorosissimo Iddio. … nella Meditazione mi si presentò alla mente che Gesù morì ignudo sulla croce, e però sentii desiderio di povertà, d’abbandonare tutto. Certo che è accompagnato da un sentimento… di timore, che poi supero pensando a Gesù Ignudo sulla Croce.”

Amore per i più poveri

“Io cerco e raccolgo quelli che gli altri rifiutano, perché dove altri provvedono lo fanno assai meglio di quello che io potrei fare, ma dove gli altri non possono giungere, cerco di fare qualcosa io, così come posso… I ricchi hanno facilmente chi li serve, ma i poveri non hanno nessuno… Riserviamoci per i più poveri e abbandonati”.

Fede

“I poveri sono Gesù Cristo… Gesù Cristo stesso ha detto che quello che facciamo ai poverelli lo facciamo a Lui”.

Povertà

“Stiamo da poveri con i poveri, e volentieri, che è il nostro spirito… I poveri saranno attirati maggiormente dalla semplicità e dallo stile di vita che osserveranno in questa casa…”.

Umiltà

“… essere proprio umili davvero e non contentarsi di comparire umili. È l’umiltà che ci merita gli abbracciamenti e le grazie di Gesù, e non l’apparenza dell’umiltà.
Vi metto nei cuori di Gesù e di Maria, e vorrei chiudervi dentro a chiave, da poter proprio respirare e mangiare e bere umiltà e così crescere umili”.

Semplicità

“Siate umili… e avrete la Sapienza; siate semplici e sarete ben dirette. Ed ecco le due virtù che devono formare lo spirito di questa casa dei poveri: umiltà e semplicità.
L’umiltà toglie ogni timore ed invita chiunque ha bisogno di conforto ad entrarvi confidente; la semplicità attira le poverelle e dà loro sicurezza di aprire il loro cuore e versare tutte le loro amarezze, per sentirne i conforti di anime semplici, che sono i conforti più opportuni ed efficaci perciò vi abbisogna umiltà e semplicità generosissime”.

Disponibilità

“Fate da portinaia, istruite le vostre orfanelle, supplite quando mancano le altre, e questo con allegrezza singolare, e con volontà pronta, contenta e semplice.
Se volete essere benedette da Dio, dovete fare così. Se vi dicono di cantare quando mancano gli altri, cantate, se no tacete, se vi tagliano fuori a mezzo il canto, tacete. Se dopo un po’ vi dicono di cantare cantate, e non vogliate essere da meno dell’organo nel servire a Dio, il quale canta o tace secondo che lo fanno cantare o tacere”.

Gioia

“State su allegre nel Signore, non avete occasione di essere melanconiche. Che siano melanconici quelli che servono al demonio intendo, ma voi no e poi no, neanche in punto di morte. Serviamo a Gesù Cristo che è il gaudio del Paradiso”.

Concretezza

“Non parole inutili e gentilezze superflue… ma pane, vino, fuoco, giusti consigli, aiuti concreti e opportuni, secondo i bisogni dei poveri… Con il voto di adoperarsi in servizio degli ammalati poveri, le suore si impegnano a offrire generosamente la loro vita anche in caso di malattie contagiose e di peste”.

Stile di famiglia

“Quelli che accolgo, io li tengo come figli… Questa è la casa della misericordia. Il Signore ci faccia tenere madri e pazientissime verso i poveri”.

Fiducia nella provvidenza

“Abbandoniamoci alla Divina Provvidenza; il Padre eterno sa quello di cui abbiamo bisogno… Siamo buoni e pensiamo a Dio e Dio penserà a noi… Se si tratta di salvare un povero che non ha nulla e non c’è chi l’aiuti, lo si accoglierà accrescendo la confidenza in Dio… La nostra ricchezza sia la povertà con la confidenza in Dio”.

Amore per la Chiesa

“Le suore faranno voto di sottomissione al Papa… Io sono pronto, se il Vescovo ne mostrasse desiderio, a lasciare qui tutto e andare oggi stesso nel più sperduto paese della Diocesi a fare il coadiutore… La nostra carità alla Chiesa è servire i poveri”.

Queste caratteristiche evangeliche continuano a essere presenti nella vita e nelle opere delle Suore delle Poverelle che, nell’avvicendarsi dei tempi, si fanno segno credibile della fantasia della carità di Cristo.
Questo dono è condiviso anche dai laici, non solo nel concreto servire i poveri nelle loro varie necessità, ma facendoli partecipi del carisma nell’aspetto fondante, cioè la motivazione profonda, interiore, quella che chiamiamo la “spiritualità” evangelico-palazzoliana. È portare alla luce il “Chi te lo fa fare? Perché o per chi lo fai?” e “con che cuore servi?”.

Ho scuole costantemente numerosissime proprio contro ogni aspettativa di quest’anno e sono servito bene dai miei buoni maestri. Li benedica tutti.