Formazione di base

Una storia che viene da lontano:

LE RADICI DELLA FRATERNITA’

UN DESIDERIO CHE VA PRECISANDOSI

“Perche’ noi, che non saremo mai Suore delle poverelle eppure sentiamo fortemente lo Spirito del Palazzolo, crediamo nell’attenzione ai piu’ poveri, desideriamo aiutare e servire Gesu’ Cristo negli ultimi, non possiamo in qualche modo appartenere alla Congregazione, operare con lo stesso stile in comunione?”

E’ un po’ questa la domanda che da anni ritorna nel cuore di  alcune persone, soprattutto donne giovani, vicine all’Istituto delle Suore delle Poverelle, sensibili ai bisogni dei poveri, spesso gia’ operanti come volontariato o assunte in opere proprie della Congregazione.

Sembrava un’insistenza inutile e gratuita: “operate gia’ con noi, vivete il vostro battesimo con fedelta’, servite con attenzione ed amore Gesu’ Cristo nei poveri! Che cercate di piu’?”

Ma la domanda cresce, ha un senso profondo, proviene da una radice di grazia. Eppure dal 1957 il Papa, la Santa Sede, aveva riconosciuto gli istituti Secolari; dopo il Concilio sono sorte  tante iniziative di collaborazione laicale nella Chiesa;                i Salesiani, i Saveriani ed altre Famiglie religiose hanno aperto alla collaborazione con i laici.

Nel frattempo sorgono nella Chiesa molteplici forme di spiritualità e di impegno caritativo attraverso vari Movimenti:  il Movimento dei Focolari, i Neocatecumenali, i vari movimenti del Rinnovamento dello Spirito, ecc..

C’è una scelta enorme, fervorosa, originale, variegata: perche’ non aderire ad uno di questi germogli così promettenti?

Le persone che si rivolgono all’Istituto non sono convinte:           “Il Palazzolo con il suo stile, il suo Carisma, e’ un’altra cosa!” Del resto, qualcuno sottolinea: ”Il Palazzolo aveva pur coinvolto laici nel suo apostolato, li aveva formati, attraverso la Compagnia dell’Immacolata, per gli animatori dell’Oratorio maschile, per le Scuole serali, per l’aiuto agli studenti poveri.

E poi, nella Pia Opera di S.Dorotea aveva formato ed indirizzato  a collaborare maestre ed assistenti per l’oratorio femminile, per la cura delle ragazzine povere”.

Egli è stato capace di coinvolgere, provocare, formare ed animare molti giovani e non giovani, anche sacerdoti, seminaristi, per allargare il suo servizio di carita’ tra gli ultimi, i piu’ sprovveduti, con il suo stile semplice! Uno stile che sembra avere “una marcia in più”.

Le stimolazioni all’attenzione, al rispetto, alla ricerca attenta del bene spirituale ed umano dei poveri sono ancora necessarie.              Se il Palazzolo fosse ancora vivo, forse coinvolgerebbe ancor oggi i laici nella sua esperienza di fede e di servizio!

L’Istituto prega e riflette; arriva così l’Anno Santo del 1975.  In un’Assemblea Generale a Roma, torna insistente la domanda.           Se ne parla, se ne discute e un padre francescano di forte tempra, interpellato sull’argomento, risponde: “Perche’ no? Pensateci! Condividere un grande e chiaro Carisma di fede e di servizio, come quello del Palazzolo non puo’ essere che un dono alla Chiesa, una esperienza che arricchira’ tutti”.

IL DESIDERIO COMINCIA AD ASSUMERE VOLTO

Nel Capitolo Generale della Congregazione nel Gennaio 1977, si da il via all’esperimento

Il 19 marzo 1977 nella Casa madre si riuniscono 12 giovani donne. Non vi sono progetti precisi; si vuole dialogare,chiarire,insieme alla luce dello Spirito Santo, del Beato Palazzolo e di Madre Teresa Gabrieli…

Ci si lascia con l’impegno :”ci incontreremo ogni mese, un fine settimana, studieremo il Vangelo, i documenti del Concilio sulla Chiesa e i laici, ci impegneremo nella preghiera e nella fedelta’”.

Prima guida spirituale è Mons. Giambattista Busetti; egli conoscitore acuto del Palazzolo con approvazione del Vescovo di Bergamo, è coinvolto dalla Congregazione, a seguire il gruppo;             ed è proprio con il suo aiuto che nella ricerca e nel dialogo viene preparato il primo testo dello Statuto.

Il 15 Novembre 1978 è presentato al Vescovo di Bergamo, che lo approva, incoraggiando così l’esperienza. E’ con questo atto formale ed ufficiale  che si dà nascita alla Associazione “Fraternita’ L.M.Palazzolo”. Lo Statuo è composto da cinque capitoli. Nel quinto viene espresso il desiderio della Consacrazione con il Voto di castita’: per alcuni membri questo sembra essere essenziale e determinante per appartenere al Gruppo.

Nello stesso anno, l’Associazione nella linea dello Statuto, si dà una semplice struttura: elegge la Responsabile, la Segretaria e la Cassiera e dà vita ad un foglio di comunicazione: la LETTERA FRATERNA; ammette alla PROMESSA i membri che si sono preparati, sceglie un segno distintivo: un piccolo Crocifisso d’oro.

La Capogruppo Responsabile, presenta al Consiglio Generale dell’Istituto il cammino fatto, e le proposte per il futuro.

La Congregazione a sua volta propone un incontro annuale con la Fraternita’ continuando a supportare il cammino dell’Associazione con la presenza e l’accompagnamento formativo da parte di alcune suore a questo preposte.

Nel 1980 è proposto ai Membri della Fraternità un Corso di Esercizi itineranti, a Roma nei luoghi simbolo della fede cattolica e cari al Palazzolo.

Nel 1985 – 86, tutti i membri della Fraternità partecipano con le suore a corsi di formazione sul Carisma, con la particolare sottolineatura dello stile di povertà voluto dal Palazzolo.

E’ una esperienza preziosa di comunione e di condivisione delle ricchezze del Carisma a cui ciascuna attinge contribuendo con la propria ricchezza ed esperienza di vita laicale o religiosa a diffondere nella Chiesa la passione per i poveri.

Congregazione – Fraternita’

In obbedienza al Concilio, le Poverelle rielaborano il testo della Regola di vita della Congregazione, in sintonia anche con la revisione del Codice, avvenuta nel 1983.

Nel testo della Regola, approvata il 10 dicembre 1987,  viene inserito   l’art.8, che così recita:

Fanno parte spiritualmente  della nostra famiglia quanti condividono il nostro carisma e si  sentono chiamati ad un particolare stile di servizio tra i più poveri, nella modalità propria del loro stato di vita

A commento ed esplicitazione dell’art.8, anche lo STATUTO della Fraternità viene rielaborato e presentato a Roma e allegato alla Regola di Vita delle Suore. Nel frattempo,presentandosi al gruppo persone diverse (una giovane vedova, una mamma, un fratello, una coppia) si era  ritenuto opportuno non esplicitare più nello Statuto il voto di castità: l’Associazione viene così ad avere il suo “atto di nascita” non limitato, non circoscritto, non esclusivo, bensi’ aperto splendidamente ad ogni battezzato che ha ricevuto il dono di condividere e vivere il Carisma nella sua condizione di famiglia, di professione, di servizio: è l’8 dicembre 1987. Il desiderio, pur apprezzabile, di una consacrazione cade davanti alla parola della Chiesa, ed ad una realta’ che avanza e si propone con chiarezza ogni giorno: rimane se mai alla libera scelta personale. Ciò che unisce tutti è il Vangelo di Gesu’ Cristo da accogliere, da vivere, da annunciare con la vita secondo il Carisma offerto al Palazzolo.

Viene aperto un nuovo cammino: lo Statuto e il Documento “Cristifideles laici” sono accolti e studiati con amore e passione, negli incontri formativi, insieme al Vangelo ed alla parola del Palazzolo!

Tutto sprona alla liberazione interiore alla vera poverta’ evangelica, per essere “segno” nell’obbedienza fedele al “progetto di Dio” sulla nostra vita di credenti, nella Chiesa.

In questo momento storico, di passaggio ad una diversa impostazione del percorso, qualcuno lascia la Fraternità per fare altre scelte. E’ un processo ovvio, che fa emergere, più diffuso ed urgente, il bisogno di approfondire l’identita’ del Carisma e  l’identita’ cristiana del laico, secondo il 1° capitolo dello Statuto e secondo le indicazioni del Magistero; si fa inoltre più preciso l’impegno a vivere e costruire la comunione tra i Membri e con la Congregazione, dal cui ceppo la Fraternità è nata.

Lo studio dell’Epistolario Palazzoliano ed un fruttuoso periodo formativo rendono la Fraternità spazio per una efficace accoglienza reciproca, per una reale e tangibile comunione fraterna, famigliare ed ecclesiale. Come indicato dal Magistero della Chiesa attraverso i suoi documenti quali:”Comunione e Comunita’”, “Vita fraterna in Comunita’” e, soprattutto, la “Christifideles laici”, che ogni membro della Fraternità si impegna ad approfondire e, limitatamente alle proprie possibilità e risorse, a vivere.

E eccoci agli anni 90!

E’ urgente per tutti il bisogno  di conoscere il Carisma del Palazzolo per viverlo ed irradiarlo nel proprio ambiente di vita, di lavoro, di famiglia.

La celebrazione del XV°della nascita della Fraternità nel 1992,         è un momento di verifica e di forte ripresa; il pellegrinaggio              in Terra Santa è un tuffo nel mistero di Cristo Verbo incarnato, venuto tra noi povero, umile, umiliato e Crocifisso, e porta un soffio di vitalità nella  concretezza della vita. Tutto ci sprona a riprendere il cammino secondo lo Statuto. La Parola della Chiesa, la meditazione di alcuni passaggi fondamentali della vita spirituale del Palazzolo sono forza e luce nel vivere quotidiano.

La testimonianza del Palazzolo colpito ed afferrato da un  Gesu’ “nudo sulla Croce” fattosi servo fino allo scandalo ed all’ignominia, fino all’annientamento dell’Eucarestia, convince e trascina, fa scoprire altri aspetti forti del Carisma; in particolare affascina la potenza semplice della casa di Nazareth.

E nascono così per irradiazione i gruppi misti in Congo,in Brasile, in Costa d’Avorio.

La Fraternita’, alcuni dei suoi Membri in particolare, sognano un servizio diretto, in prima persona e a tempo pieno.

Si fanno strada diverse esperienze: Assunta Valletta da anni vive una intensa maternita’ in Costa d’Avorio, Rita Milesi in Malawi; ciascuno inoltre cerca di intensificare il suo dono in famiglia, nell’ambiente di lavoro e di vita; Pina Diana assume anche la testimonianza pubblica nell’Ordo Virginum nella Chiesa di Pantelleria.

Si approfondisce sempre più la consapevolezza che ogni Membro è impegnato nella Chiesa al suo posto, secondo lo Statuto:

ad ascoltare il grido dei poveri.

ad evitare ogni compromesso con le varie forme di ingiustizia.

a ridestare con la parola, ma soprattutto con l’esempio le coscienze di fronte al dramma della miseria, materiale o spirituale che sia (statuto n.14).

Ma si vede anche che i membri, con il loro esempio, coinvolgono altri: la Fraternità a poco a poco comprende membri di ogni sesso ed estrazione che fremono di vita! Alcune coppie giovani con i loro figli, propri o in affido, si avvicinano alla Fraternità ed intraprendono il percorso.  Nelle sedi opportune e con un linguaggio a loro adatto trovano spazio anche i piccoli gioiosi e rumorosi bambini pieni di vita e di freschezza,che portano un vento nuovo anche agli Esercizi ed alle assemblee.  E’ la fioritura di tutto il POPOLO di Dio, che ha colto e sta cogliendo il dono del Carisma Palazzoliano e vi si accosta con travolgente creatività e passione.

Poi la Croce…

Il 1995 reca il sigillo della Pasqua nella Congregazione e nella Fraternita’: il virus Ebola miete la vita di sei suore infermiere del Palazzolo e di Cyril Selenge, un secondo Membro della Fraternita’ che muore, nell’esercizio della Carita’, dopo Maria Ferrari. Emerie, guarita miracolosamente dall’Ebola chiede di rimanere a Kikwuit, per curare chi come lei e’ stato colpita dal terribile virus e gli altri infettivi.

E’ lutto, ma e’ segno di Pasqua! Difatti in Africa si aggregano i nuovi gruppi locali di Montgafula, di Kikwit, di Lusanga, di Tumikia.

Il 6 marzo 1996, Anna Maria Tinello raggiunge i due fratelli in cielo, e con essi prega per lo sviluppo della Fraternita’.

E i frutti vengono; Savina e Claudio Piazzalunga, seguiti a ruota da Simona e Giambattista Crotti, chiedono di fare la Promessa e, con loro Grazia Marino di Pantelleria, dove il gruppo e’ numeroso e attivo sin dagli inizi.

E’ bello rileggere in Dio e nella sua Volonta’ adorabile il cammino di questi anni; Lui guida le scelte ed anche le nuove elezioni dei Responsabili.

Nel 1996 Tiziano e Maurizia guidano il Gruppo di Bergamo,Enza Pavia quello di Pantelleria, Pina Diana e’ Responsabile Nazionale, Mariella Mantica e’ scelta per il Coordinamento internazionale.

Questa crescita diversificata fa sentire l’esigenza di avviare

un aggiornamento dello Statuto, che ormai “sta stretto e non

basta piu'” e di prevedere dei Regolamenti a livello di singole

nazioni per meglio “accompagnare” la vitalità e la ricchezza dei

percorsi di singoli e dei gruppi locali.

Occorre inoltre:

precisare meglio l’identita’ della Fraternita’, cioe’ la sua laicita’, l’apertura a tutte le vocazioni laicali, l’assunzione di un Carisma, che tocca contemporaneamente spiritualita’, stile di vita e servizio ai poveri.

presentare piu’ chiaramente e compiutamente, anche con maggiori riferimenti storici e socio-culturali il Carisma del Palazzolo, afferrato da Gesu’ Crocefisso, seguace di Gesu’ servo, uomo che condivide, che dona in semplicita’ la sua vita oltre e più ancora che i suoi beni….

Occorre individuare modalità di organizzazione,di formazione, di rapporti con la Congregazione, adatti non solo per l’Italia, bensì per tutte le realtà nelle quali la Fraternità si esprime.

Il lavoro di aggiornamento coinvolge tutti i Membri della Associazione e tutti i gruppi, con un cammino iniziato fin dal 1995 che e’ servito molto ed ha aiutato i membri a chiarire l’identita’ della Fraternita’ ed a crescere nell’appartenenza al Carisma del Palazzolo. E si sogna!

Si sogna una Fraternita’ Giovani, che sta pian piano germogliando sia in Africa, sia in Italia.

Si sente l’urgenza di suddividersi gli impegni per una comunicazione piu’ vivace frequente e chiara, anche attraverso la traduzione delle documentazioni.

Si prepara un inserto formativo su Charitas, si pensano possibili spostamenti di incontri ed assemblee al Sud per dar modo di condividere i disagi ed i sacrifici.

Si considera molto importate la formazione e dal 1997 si fissano alcuni mezzi pratici:si offrono come sussidi per la formazione le schede, ricche di spunti da offrire ai relatori, scelti tra i membri stessi. Tali schede sono tradotte anche per i membri di altra lingua, come supporto al loro impegno di formazione.

L’Associazione cresce in vivacità, oltre che in numero; ne sono segni preziosi i nuovi membri effettivi, i progetti pensati e realizzati insieme e anche con autotassazioni ed offerte anonime.

E’ ormai alle porte il Grande Giubileo. La Fraternita’ intende viverlo in pienezza, con fede, e nella fedelta’ alla quotidiana conversione al Dio Amore e nella cooperazione personale. Come singole e come assemblea si gusta il Dono di Misericordia offerto ad ogni uomo dal Padre, Amabile Infinito, attraverso la sua Chiesa, “luogo originante” l’impegno di ciascuno.

A Roma, nell’anno giubilare avviene l’assemblea elettiva e, nella certezza che Dio, Padre Amabile Infinito, sempre accompagna la nostra ricerca, chiediamo il servizio di responsabile nazionale a Sara Cason.

Ella ha il compito, in collaborazione con tutti gli altri membri dell’Associazione, di “traghettare” la Fraternità nel terzo millennio, rigenerando ogni scelta alle radici della Fraternità, con lo sguardo verso un futuro, che confidiamo, ricco di grazia e di fecondità, per le singole persone e per i poveri a cui siamo inviati come “presenze di speranza”

Con lei sono Responsabili nazionali: per il Congo, Alice Kindembe e per il Brasile, Celso Severino Dos Reis.