Buon Natale dalle suore delle Poverelle

Buon Natale dalle suore delle Poverelle

Vieni,
vieni Gesù,
io ti attendo
(cfr. Ap 22,20).

Già  è  inoltrata la notte; le stelle chiare e lucenti brillano nella fredda atmosfera; voci chiassose e discordi giungono al mio orecchio, dalla città; sono i gaudenti del mondo che ricordano coi bagordi la povertà  del Salvatore; attorno a me dormono i miei compagni nelle loro camere, ed io veglio ancora, pensando al mistero di Betlemme.

Maria e Giuseppe, sentendo l’ora vicina, rifiutati dai cittadini, si danno alla campagna, in cerca del ricovero. Io sono un povero pastore, non ho che una miserabile stalla, una piccola mangiatoia, alcune poche paglie (Lc 2,16); offro tutto a voi, compiacetevi accettare questo povero tugurio. Affrettati, o Gesù, eccoti il mio cuore; l’anima mia é povera e nuda di virtù, le paglie di tante mie imperfezioni ti pungeranno, ti faranno piangere; ma, o mio Signore, che vuoi? É tutto quel poco che ho. Mi commuove la tua povertà, mi intenerisce, mi strappa le lacrime; eppure io non so qual cosa di meglio offrirti.

Gesù, abbellisci l’anima mia con la tua presenza, adornala con le tue grazie, abbrucia queste paglie e cambiale in soffice giaciglio al tuo corpo santissimo.